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Google risponde a Microsoft: Android sarà presto disponibile per i personal computer in aggiunta a ChromeOS
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Google risponde a Microsoft: Android sarà presto disponibile per i personal computer in aggiunta a ChromeOS

by Guglielmo MengoraNovember 4, 2015

Secondo diversi report che sono affiorati nelle scorse settimane sulla Rete, Google starebbe preparandosi a creare una versione di Android per i personal computer. Il nuovo sistema operativo dovrebbe vedere la luce entro il 2017 ma una versione di anteprima dovrebbe essere pronta già il prossimo anno, probabilmente per incoraggiare lo sviluppo di applicazioni prima dell’uscita ufficiale. Questa decisione, che deve ancora essere confermata ufficialmente, è potenzialmente importante per i suoi risvolti sia nel mercato dell’hardware che in quello del software ed è ovviamente impossibile non collegarla alle mosse recenti che Microsoft ha avviato con il progetto Windows10. Anzi, sebbene Microsoft venga da tutti considerata in difficoltà in più di un settore, almeno a leggere blog e magazine nel settore della tecnologia, è difficile non constatare come diverse mosse che concorrenti come Google o Apple hanno effettuato negli ultimi 2 anni sembrino principalmente delle risposte, forse anche tardive, alla strategia complessiva dell’azienda di Redmond. In generale, quindi, il panorama per gli sviluppatori sembra diventare di molto più complesso di quanto lo si fosse immaginato solo un paio di anni fa ma questa complessità non è da considerarsi negativa e potrebbe anzi portare a maggiori opportunità in un mercato, soprattutto quello mobile, da tempo considerato molto difficile se non addirittura asfittico.

Android e ChromeOS: cosa succederà ai due sistemi operativi di Google

Secondo le indiscrezioni, Android non andrà a sostituire ChromeOS ma affiancherà la linea di device che Google aveva preparato come alternativa ai computer desktop tradizionali. Questa soluzione ha già un sapore difensivo e serve probabilmente a cercare di placare le perplessità di tutte le aziende che hanno investito in ChromeOS e che ora, di colpo, si trovano a fare i conti con macchine ad alto rischio di diventare subito obsolete e il cui ciclo di sviluppo è altamente in dubbio.

A dire il vero, nonostante i numerosi report che decretavano il grande successo della linea ChromeOS che aveva portato qualcuno a pronosticare l’imminente sostituzione dei PC Windows con quelli del sistema Google, la linea di Internet-PC che Google ha presentato qualche anno fa non ha mai davvero sfondato nel mercato e i pochi successi presentati da BigG sono stati relativi ad accordi commerciali stipulati soprattutto nel settore scolastico/educativo nei quali il prezzo è stato probabilmente il fattore principale per la buona riuscita dell’operazione. Nelle intenzioni di Google, ChromeOS doveva infatti essere una sorta di cavallo di Troia che avrebbe portato gli utenti del mondo PC più vicino ai servizi di dell’azienda di Mountain View. L’obiettivo era sostituire molti software di uso ormai consolidato nel mondo dei PC, come ad esempio Office, con le corrispondenti versioni online di Google ma i risultati, al di fuori di accordi particolari, sono stati assolutamente deludenti soprattutto perché nel frattempo Microsoft aveva iniziato a rendere disponibili le versioni online dei propri software di produttività, collegandoli anche alle versioni installabili sui PC.

L’obiettivo di ChromeOS era quello di sostituire molti software di uso ormai consolidato nel mondo dei PC con le corrispondenti versioni online di Google ma i risultati, al di fuori di accordi particolari, sono stati assolutamente deludenti.

Sebbene ufficiosamente Google dichiari che ChromeOS non sparirà ma rimarrà per affiancare Android per “dare più opportunità ai produttori di PC”, è difficile pensare che molti OEM decideranno di continuare ad investire in ChromeOS considerati i vantaggi che gli utenti avrebbero dall’usare Android, soprattutto vista l’enorme disponibilità di applicazioni tra qui, va ricordato, anche la suite di produttività di Microsoft e cioè Office.

E’ chiaro quindi come Google voglia contenere non solo il disappunto di chi ha deciso di investire nella piattaforma ChromeOS ma anche l’ovvio calo di vendite che questi dispositivi subiranno nel momento in cui viene annunciato Android per PC, non pronto però prima del 2017 quindi fra circa un anno e mezzo come minimo. Dati i tempi di disponibilità, è estremamente improbabile che i device ChromeOS possano essere poi aggiornati ad Android sebbene questo non possa essere escluso. E’ comprensibile quindi che molti utenti dell’Internet OS si sentiranno un po’ delusi dall’avere acquistato, magari in grandi numeri a causa di offerte particolarmente vantaggiose a livello di prezzo, dei dispositivi con un ciclo di vita già sostanzialmente terminato, a fronte di un eventuale acquisto di PC Windows il cui ciclo di vita può comunque arrivare a 10 anni o più.

E’ evidente che Google ha i suoi buoni motivi per forzare questo passaggio di consegne.

Dal material design alle applicazioni: Google domina nei numeri ma insegue nella la tecnologia

Non è un mistero che Android domini il settore dei dispositivi mobili, raggiungendo e superando in molte aree l’ottanta percento di market share e questo consente alla piattaforma di avere centinaia di migliaia di applicazioni attualmente disponibili ed utilizzabili. Il numero elevato di applicazioni è fondamentale per mantenere il controllo del mercato ma la strategia di Microsoft, che proprio nel 2015 ha unificato il proprio sistema Windows per PC con quelli sui diversi sistemi mobili e persino con le sue console Xbox, minaccia di cambiare i rapporti di forza. In soli due mesi Windows10 è già stato installato su oltre 100 milioni di dispositivi e a Novembre, quindi tra poche settimane, arriverà il rilascio della versione mobile di Windows10, anch’essa disponibile gratuitamente per tutti i dispositivi Windows Phone 8.

Se i numeri del mobile di Microsoft non sono elevatissimi, sebbene in crescita, la piattaforma in sé potrebbe essere disponibile per oltre 1 miliardo di utenti nei prossimi 2-3 anni, cioè nel momento in cui Android per PC vedrà la luce. Questi numeri eclisserebbero qualsiasi piattaforma attualmente disponibile, persino Android, consentendo agli sviluppatori di considerare il mercato delle app su piattaforma Windows come il target principale per lo sviluppo di software, soprattutto se consideriamo lo sterminato mercato delle applicazioni classiche per Windows che andrà ad aggiungersi ai numeri attuali. In fondo, è questo il ragionamento di Microsoft, a qualunque sviluppatore Windows converrà produrre applicazioni per Windows10 ed ottenere automaticamente la distribuzione su tutte le piattaforme.

La strategia di Microsoft minaccia di cambiare i rapporti di forza. In soli due mesi Windows10 è già stato installato su oltre 100 milioni di dispositivi e a Novembre arriverà il rilascio della versione mobile di Windows10

E Google ? Sorprendentemente, nonostante i suoi numeri, si trova ad inseguire. Per prima cosa è stato necessario modificare il paradigma di sviluppo delle applicazioni Android, introducendo quel material design che a molti è sembrata una formalizzazione dell’interfaccia Metro che Microsoft aveva inventato nel 2010 (circa 5 anni fa) e che creava già allora interfacce utente che si adattavano alla dimensione dello schermo, consentendo la progettazione di applicazioni che, come affermava la stessa Microsoft, potevano funzionare su schermi “dai 4 agli 80 pollici”. Con material design Google riprende questo concetto ed anche le interfacce “piatte” che erano la caratteristica di Windows Phone 7 ma lo fa molti anni dopo e solo nella versione 5 del proprio sistema Android. Ci vorrà quindi del tempo perché gli sviluppatori convertano le proprie applicazioni, soprattutto quelle più utilizzate.

Il secondo passo di Google sarà quello di unificare il sistema operativo per PC con quello per sistemi mobili ma anche qui Google è in netto ritardo, considerato che ad Agosto di quest’anno Microsoft ha rilasciato Windows10 e fra poche settimane, come detto, arriverà Windows 10 per sistemi mobili. Per contro, Android per PC arriverà solo nel 2017, una differenza di ben due anni a vantaggio di Redmond. Bisognerà capire come si sarà modificato fra due anni un mercato delle app che già oggi sembra saturo e incapace di assicurare i guadagni di qualche anno fa se non ad un gruppo ristretto di soggetti.

Quello che è certo è che fra due anni sarà molto difficile per Android mantenere il vantaggio sul numero delle app disponibili rispetto alle altre piattaforme, soprattutto ora che Microsoft ha trovato un modo per garantire il supporto dei propri sistemi mobili con l’unificazione delle app per PC e device attraverso Windows10. Quello che infatti oggi sembra il problema principale di Windows Phone, e cioè il numero relativamente inferiore di app disponibili e il focus di molti sviluppatori per gli store di Google ed Apple che causa spesso un disallineamento delle funzionalità (le nuove versioni vengono sempre prima pubblicate sugli altri store e le novità sono disponibili prima o solo per gli altri sistemi), dovrebbe essere risolto con Windows10 che consente alle aziende ed agli sviluppatori di realizzare una app valida per tutti i dispositivi. Difficilmente gli sviluppatori rinunceranno alla versione Windows per PC, perdendo così completamente un mercato di centinaia di milioni di sistemi, e questa versione sarà automaticamente disponibile anche per i device Windows.

Google sta lavorando per giungere allo stesso risultato ma dalla parte opposta e cioè poter catapultare le sue innumerevoli applicazioni Android sui PC degli utenti.

Quello che è certo è che fra due anni sarà molto difficile per Android mantenere il vantaggio sul numero delle app disponibili rispetto alle altre piattaforme, in particolare Windows10.

Qualità delle applicazioni e segmento enterprise

Oltre al ritardo nell’adattare la propria strategia, Google ha anche da considerare il fattore dell’appetibilità di una eventuale piattaforma Android unificata. Come detto, Microsoft e Google hanno problemi opposti perché la prima vuole portare le innumerevoli applicazioni sviluppate per Windows sulla piattaforma mobile ed ovviamente incrementarne il numero mentre a Mountain View vogliono percorrere la strada opposta, rendendo disponibili le tantissime applicazioni per Android su macchine pensate per l’uso come PC. Tuttavia ad oggi l’esecuzione di applicazioni progettate per i sistemi mobili può sembrare a molti un uso sottodimensionato di un eventuale PC Android e la qualità delle applicazioni stesse potrebbe non essere sufficiente a giustificare l’acquisto di un PC, una macchina normalmente associata a sistemi di produttività personale ed aziendale mentre i sistemi mobili sono spesso associati ad applicazioni più semplici. Google dovrà quindi investire nella creazione di applicazioni più complesse anche se indirettamente un aiuto arriva da Microsoft stessa che ha recentemente reso disponibile Office su Android, colmando una lacuna importante per chi vuole usare il sistema di Google in ambito lavorativo. Ma se Android sbarcasse sui PC, Microsoft consentirebbe l’uso di Office anche su quelle macchine ? Il dubbio resta.

C’è poi da considerare tutte la pletora di applicazioni personalizzate o line-of-business, le applicazioni per il segmento enterprise, quelle interne usate dalle aziende e così via. A parità di prestazioni e probabilmente di costi, perché un utente dovrebbe scegliere un PC Android con il quale non può eseguire alcuna applicazione di largo consumo invece che un sistema Windows con cui potrebbe farlo ? La situazione di Windows è infatti di molto più semplice perché Windows supporta già due ambienti (anzi, ben più di due!) per l’esecuzione delle applicazioni tradizionali e di quelle moderne (Universal App). Android non solo non ha questa distinzione, che consentirebbe di progettare applicazioni come Photoshop o Publisher, ma soprattutto non ha le applicazioni da far girare anche quandanche avesse il sistema.

Restano poi fortissimi dubbi sulla penetrazione dei sistemi Google in ambito enterprise, una operazione già tentata e fallita da Apple e che già ha lasciato Google con l’amaro in bocca. A questo proposito si può citare la suite di applicazioni business di Google nata attorno a Gmail e composta da word processor, spreadsheet e così via. Inizialmente presentata come uno dei successi commerciali di Mountain View e la prova che la posizione di Microsoft in ambito aziendale era attaccabile, la suite ha perso decisamente importanza con il lancio di Office365 che integra applicazioni installabili sui PC (Word, Excel etc.) con una serie di strumenti online, tanto che Google, in evidente imbarazzo, recentemente ha smesso di pubblicare i dati relativi ai ricavi derivanti dalle applicazioni business, accorpandoli nella voce degli “Altri ricavi”. A naso, questo non significa che tali guadagni stiano esplodendo ma, più importante, significa anche che la posizione di Microsoft in ambito aziendale non è facile da attaccare.

A riprova di questo c’è il relativo fallimento di Apple stessa nell’attaccare quel mercato, pur potendo contare sul vantaggio di una ben stabilizzata piattaforma usata da molti professionisti e sulla suite Office. Come si sa, però, le quote di mercato di OS X sono trascurabili e neanche la compatibilità con Linux è servita per farle salire oltre una certa soglia considerata fisiologica. A questo va aggiunta anche la considerazione che Google non ha esperienza nella creazione e gestione di una piattaforma desktop, un segmento dal quale Mountain View si è tenuta ben alla larga sin dalla sua nascita.

Chi potrebbe compare un PC Android

Certamente Google sta preparando una forte integrazione tra PC e device Android ma difficilmente questa potrà essere una funzionalità chiave o decisiva per la vendita dei nuovi nati. La disponibilità di centinaia di migliaia di applicazioni già pronte è certamente un buon inizio ma qualità di queste applicazioni per i sistemi desktop è tutta da verificare. Google dovrà certamente investire nella creazione di applicazioni professionali, nella creazione di partnership con i produttori di hardware per PC e nella gestione di tante problematiche, non ultima la compatibilità, che oggi sono relativamente semplificate dalle specifiche dei sistemi mobili.

In alternativa Google potrebbe posizionare il PC Android in segmenti più piccoli o definiti ma sembra che ci sia un segmento particolare nel quale eccellere. Non quello aziendale, soprattutto se non potrà mantenere l’uso di Office, né quello professionale nel quale gli utenti che non usano Windows spesso scelgono Apple, se non altro per le applicazioni.

Sarà quindi certamente interessante capire nei prossimi mesi quale sia il target dei PC Android, in attesa di mettere le mani il prossimo anno sui primi prototipi e verificarne le funzionalità. Nel frattempo, sarà interessante capire anche come si delineerà la strategia di Microsoft e se l’introduzione di Windows10 potrà davvero invertire la tendenza nel settore mobile.

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Guglielmo Mengora

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