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	<title>datacenter &#8211; The Server Side Technology</title>
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		<title>L&#8217;Isola di Man tenta di posizionarsi come hub per le startup tecnologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Server-Side Technology Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 22:16:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.theserverside.technology/wp-content/uploads/2016/06/Landscape-Photographer_PA-300x200.jpg" width="300" height="200" title="Isle of Man" alt="" /></div><div><p>Al centro del Mare d&#8217;Irlanda c&#8217;è un&#8217;isola definita come una dipendenza della Corona Briannica ma con un governo autonomo: l&#8217;Isola di Man. Il suo governo sta cercando di posizionare l&#8217;isola come hub ideale per le aziende IT e le startup tecnologiche, creando condizioni ideali per l&#8217;apertura di nuovi business. L&#8217;Amministrazione dichiara che le infrastrutture dell&#8217;Isola non hanno single point of failure relativamente al networking e all&#8217;erogazione di energia.</p>
<p>L&#8217;approccio agile ed attivo riguardo alla legislazione fa si che l&#8217;Isola sia in grado di rispondere velocemente ai problemi legati all&#8217;introduzione ed utilizzo di nuove tecnologie ed è qualcosa di cui il Governo va particolarmente fiero. A riprova viene portata la veloce modifica del Proceeds of Crime Act avvenuta nel 2015 per introdurre il riconoscimento delle valute digitali ed introdurre una nuova legislazione per le aziende che operano nel settore delle transazioni di denaro, inclusi gli Exchange per Bitcoin, la famosa valuta digitale.</p>
<p>La snellezza delle procedure è collegata anche al numero piuttosto ridotto di abitanti (poco più di 85 mila), cosa che consente di identificare abbastanza facilmente il processo necessario per la discussione di modifiche regolamentari e legislative. &#8220;Parlare con un AD di una azienda o di un settore governativo è molto semplice. Io stesso conosco personalmente circa la metà dei nostri politici eletti.&#8221; dichiara Steve Burrows, direttore operativo dell&#8217;azienda di consulenza SBA, di base proprio sull&#8217;Isola.</p>
<p>Un altro fattore che spinge le startup verso l&#8217;Isola di Man è la ridotta tassazione che consente di aumentare i profitti per le aziende dell&#8217;IT. Nell&#8217;ultima decade questo ha consentito all&#8217;Isola di generare il 25% del proprio PIL attraverso le attività di e-business, in crescita del 15% rispetto a 10 anni fa.</p>
<p>Per consentire al flusso di aziende di continuare e combattere la possibile concorrenza di altre giurisdizioni come Jersey e Guernsey, il Governo ha di recente introdotto un fondo da 50 milioni di sterline chiamato Enterprise Development Fund, destinato alle aziende che vogliano avviare o trasferire la propria attività sull&#8217;Isola. Il Fondo consente di avere accesso a prestiti, fidi, contanti e fondi per investimenti.</p>
<p>L&#8217;Isola inoltre farà fronte alla necessità di lavoratori del settore IT, specialmente giovani, con l&#8217;apertura della prima università ICT a metà Settembre 2016, con la promessa di mettere subito in contatto gli studenti con le numerose aziende che sono alla ricerca di operatori nel settore ICT.</p>
<p>Il contesto sarà però altamente selettivo in quanto il Governo sa bene che 8 startup su 10 non riusciranno mai ad avere successo. Molte misure avranno quindi come obiettivo quello di attirare solo le attività con alte potenzialità di successo. &#8220;Non vogliamo attivare startup per il solo gusto di avere startup ma vogliamo creare posti di lavoro stabili e ben retribuiti&#8221;.</p>
</div><img src="https://stats1.vaisulweb.cloud/piwik.php?idsite=1&amp;rec=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2F2016%2F06%2F17%2Flisola-di-man-tenta-di-posizionarsi-come-hub-per-le-startup-tecnologiche%2F%3Fpk_campaign%3Dfeed%26pk_kwd%3Dlisola-di-man-tenta-di-posizionarsi-come-hub-per-le-startup-tecnologiche&amp;action_name=L%26%238217%3BIsola+di+Man+tenta+di+posizionarsi+come+hub+per+le+startup+tecnologiche&amp;urlref=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2Ffeed%2F" style="border:0;width:0;height:0" width="0" height="0" alt="" />]]></description>
		
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		<title>HP presenta il sistema operativo OpenSwitch e la sua community di sviluppatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Server-Side Technology Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 23:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linux & Unix]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.theserverside.technology/wp-content/uploads/2015/10/hp_event-300x200.jpg" width="300" height="200" title="" alt="" /></div><div><p>HP ha annunciato il lancio della comunità OpenSwitch, il nuovo sistema operativo di rete (NOS, network operating system) che nelle intenzioni dell&#8217;azienda statunitense dovrebbe fornire una base aperta per gli sviluppatori che operano nel settore del networking. Il nuovo sistema operativo è open-source e supportato da un piccolo ma significativo gruppo di partner come Accton Technology, Arista, Broadcom, Intel e VMware. La natura sempre-connessa dell&#8217;economia digitale globale e il massiccio flusso di dati che ne deriva ha cambiato il modo in cui gli operatori di rete, i provider di servizi cloud, gli operatori di telecomunicazioni e le aziende usano le reti. OpenSwitch fornirà una base comune che vada oltre le classiche piattaforme proprietarie e garantirà innovazione grazie ad un modello di sviluppo collaborativo.</p>
<p>In particolare HP pensa che basare la propria infrastruttura di rete su OpenSwitch consentirà alle aziende di modellarla in base alle proprie esigenze, modificandola ed adattandola alle priorità e quindi ottenendo una migliore efficienza. Inoltre, la natura opern-source del nuovo sistema operativo semplificherà e ridurrà i costi di licensing.</p>
<p>La comunità di sviluppatori potrà operare su una piattaforma comune e questo consentirà di apportare migliorie e sviluppare estensioni che potranno poi essere usate da tutti i partecipanti alla comunità e gli utilizzatori di OpenSwitch. HP ovviamente si aspetta anche un miglioramento dell&#8217;interoperabilità se e quando le infrastrutture basate sul nuovo sistema operativo diventassero diffuse.</p>
<p>OpenSwitch include molte funzionalità tra le quali:</p>

un completo NOS con il supporto dei protocolli L2/L3;
cloud database open-source per le configurazioni persistenti e temporanee;
tutte le comunicazioni inter-modulo usano il database di sistema;
approccio universale allo sviluppo di API: CLI, REST, Puppet/Chef, Ansible.

<p>OpenSwitch e la sua comunità sono già disponibili attraverso il sito Web dedicato.</p>
</div><img src="https://stats1.vaisulweb.cloud/piwik.php?idsite=1&amp;rec=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2F2015%2F10%2F06%2Fhp-presenta-il-sistema-operativo-openswitch-e-la-sua-community-di-sviluppatori%2F%3Fpk_campaign%3Dfeed%26pk_kwd%3Dhp-presenta-il-sistema-operativo-openswitch-e-la-sua-community-di-sviluppatori&amp;action_name=HP+presenta+il+sistema+operativo+OpenSwitch+e+la+sua+community+di+sviluppatori&amp;urlref=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2Ffeed%2F" style="border:0;width:0;height:0" width="0" height="0" alt="" />]]></description>
		
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		<title>Equinix compra la giapponese Bit-isle per espandere le attività in Asia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Server-Side Technology Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 10:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.theserverside.technology/wp-content/uploads/2015/09/datacenter_2-300x200.jpg" width="300" height="200" title="Modern network and communication concept: server room in datacenter" alt="" /></div><div><p>Per Equinix è ricominciato il periodo delle acquisizioni con la chiusura dell&#8217;accordo per l&#8217;acquisto dell&#8217;azienda di Tokyo Bit-isle per circa 280 milioni di dollari. L&#8217;acquisizione dovrebbe concludersi nella prima parte del 2016 e, se perfezionata, renderebbe Equinix il quarto operatore del Giappone per grandezza con circa 10 strutture nell&#8217;intero paese.</p>
<p>Bit-isle è nata nel 2000 ed è specializzata nel fornire servizi IT in outsourcing. Da allora ha attivato 6 datacenter in Giappone e afferma di avere più di 650 clienti. Secondo Equinix la domanda di servizi di interconnessione neutrali sta crescendo nell&#8217;area del Pacifico in Asia e l&#8217;acquisizione di Bit-isle le consentirebbe di espandere le possibilità di vendita nel segmento enterprise e nella comunità degli integratori di sistemi.</p>
<p>E mentre l&#8217;azienda giapponese afferma che Bit-isle continuerà a servire il mercato locale in modo non differente da quanto abbia fatto fino ad ora, Equinix aggiunge che la sinergia tra le due aziende e gli asset di Bit-isle, che ha datacenter nelle posizioni migliori di Tokyo, consentiranno di attrarre ancora di più le aziende sia locali che estere. Per Equinix si tratta di un&#8217;altra acquisizione dopo quella dell&#8217;arci-rivale TeleCity Group.</p>
</div><img src="https://stats1.vaisulweb.cloud/piwik.php?idsite=1&amp;rec=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2F2015%2F09%2F12%2Fequinix-compra-la-giapponese-bit-isle-per-espandere-le-attivita-in-asia%2F%3Fpk_campaign%3Dfeed%26pk_kwd%3Dequinix-compra-la-giapponese-bit-isle-per-espandere-le-attivita-in-asia&amp;action_name=Equinix+compra+la+giapponese+Bit-isle+per+espandere+le+attivit%C3%A0+in+Asia&amp;urlref=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2Ffeed%2F" style="border:0;width:0;height:0" width="0" height="0" alt="" />]]></description>
		
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		<title>Facebook sostituisce il software di controllo dei server dei vendor</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Server-Side Technology Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2015 21:04:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.theserverside.technology/wp-content/uploads/2015/08/fb_server_014_x900-300x178.jpg" width="300" height="178" title="" alt="" /></div><div><p>Facebook ha modificato il suo software open-source per la gestione dell&#8217;hardware per includere il supporto di numerose classi di server. Fino ad oggi, OpenBMC (questo il nome del software) veniva usato nei datacenter di Facebook solo per gestire gli switch ma la nuova versione consentirà di gestire anche i server. Secondo il noto social network, il corrispondente componente fornito dai vendor era troppo chiuso per  le proprie necessità ed è quindi stato deciso di svilupparne uno in casa.</p>
<p>La nuova versione di OpenBMC ora supporta anche il chip SoC (System on chip) progettato da Facebook come parte della propria iniziativa Open Computing e chiamato Yosemite. Yosemite consente a Facebook di aggiungere fino a 4 SoC per ogni chassis e di inserire 192 nodi di computing in un singolo rack. Open Computing è l&#8217;iniziativa mediante la quale Facebook punta a creare delle specifiche open-source per il design di server ad alte prestazioni.</p>
<p>Per supportare Yosemite Facebook ha dovuto effettuare numerose modifiche al codice di OpenBMC ma per gestire una architettura multi-nodo sono state aggiunte funzionalità di sicurezza oltre che estensioni per consentire il collegamento ad una API REST ed includere il supporto di JSON. Normalmente, infatti, i software di gestione supportano lo scambio di informazioni solo attraverso dati binari.</p>
<p>Il software BMC (Baseboard Management Controller) è sviluppato dai vendor di hardware (server, switch etc.) e di solito segue il ciclo di vita dell&#8217;hardware. Quando il produttore smette di supportare l&#8217;hardware, di solito il software BMC non riceve più aggiornamenti. Dopo aver constatato che i vendor erano sempre molto lenti nell&#8217;aggiungere al software le funzionalità che Facebook chiedeva, l&#8217;azienda ha deciso di progettare tutto da sola, partendo inizialmente solo dagli switch Wedge che erano sviluppati in casa e passando poi adesso anche ai propri rack di server, cosa che ovviamente richiede la sostituzione del software dei vendor.</p>
</div><img src="https://stats1.vaisulweb.cloud/piwik.php?idsite=1&amp;rec=1&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2F2015%2F08%2F16%2Ffacebook-sostituisce-il-software-di-controllo-dei-server-dei-vendor%2F%3Fpk_campaign%3Dfeed%26pk_kwd%3Dfacebook-sostituisce-il-software-di-controllo-dei-server-dei-vendor&amp;action_name=Facebook+sostituisce+il+software+di+controllo+dei+server+dei+vendor&amp;urlref=https%3A%2F%2Fwww.theserverside.technology%2Fit%2Ffeed%2F" style="border:0;width:0;height:0" width="0" height="0" alt="" />]]></description>
		
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	</item>
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		<title>L&#8217;outsourcing raggiunge livelli record in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The Server-Side Technology Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2015 10:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Executive]]></category>
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		<category><![CDATA[ISG Europe]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.theserverside.technology/wp-content/uploads/2015/08/datacenter_01-300x200.jpg" width="300" height="200" title="" alt="" /></div><div><p>Il valore dei contratti di outsourcing ha raggiunto livelli record in Europa, dopo che l&#8217;incertezza aveva regnato per qualche tempo. Il valore dei contratti di outsourcing nel Regno Unito, per citare un esempio, è cresciuto del 150% nei soli tre mesi conclusi alla fine di Giugno 2015 mentre in tutta Europa il mercato è in netta espansione. Una inversione di tendenza rispetto al calo del 25% sofferto dal settore nei primi tre mesi dell&#8217;anno in corso.</p>
<p>In generale il numero dei contratti per il 2015 raggiungerà il livello più alto di sempre anche se il loro valore complessivo diminuirà del 12% rispetto all&#8217;anno precedente, con due soli mega-contratti da 80 milioni di Euro o più stipulati quest&#8217;anno. I settori più attivi sono quello finanziario e quello energetico mentre sono in declino i contratti di outsourcing nel settore manifatturiero, quello dei trasporti e quello delle telecomunicazioni.</p>
<p>Il presidente di ISG Europe, John Keppel, ha affermato che il mercato dell&#8217;outsourcing non è mai stato così popolare, con un fortissimo incremento dei contratti di dimensioni minori che si giovano della trasformazione delle aziende e dell&#8217;adozione di strategie digitali e delle possibilità di multi-sourcing. Per Keppel, infatti, proprio quest&#8217;ultima tendenza, quella che tende ad attivare rapporti di breve o media durata con fornitori di nicchia invece che optare per contratti di lunga durata con fornitori di grandi dimensioni, è ciò che sta portando il mercato a crescere molto rapidamente. Questa strategia sarebbe la preferita dalle piccole aziende sia perché consente una maggiore flessibilità mentre si elaborano strategie di digitalizzazione, sia per garantirsi una migliore reattività in caso dell&#8217;introduzione di nuove tecnologie che in questa fase vengono proposte al mercato in modo molto veloce.</p>
<p>Concludendo la sua analisi, Keppel ha affermato di attendere una crescita molto forte anche nel prossimo quadrimestre dell&#8217;anno.</p>
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