Google pensa di accelerare la dismissione di SHA-1
Google ha annunciato la settimana scorsa che i suoi piani di dismettere il supporto per l’algoritmo di cifratura SHA-1 in Chrome continuano come previsto, anche se la tempistica potrebbe essere accelerata. La decisione è basata sulle ricerche che continuano a dimostrare come SHA-1 sia piĂ¹ vulnerabile che mai agli attacchi denominati “collision attacks”, cioè quegli attacchi che hanno come obiettivo quello di riprodurre il risultato ottenuto con SHA-1 partendo perĂ² da un dato diverso. Questo rende possibile creare dei dati (ad esempio: password) che, dopo l’applicazione dell’algoritmo, sembrino uguali ad altri con la conseguenza che il sistema di protezione potrebbe considerarli validi quando in realtĂ non lo sono.
Nei browser, l’algoritmo SHA-1 viene usato principalmente nelle comunicazioni sicure (SSL/TLS) che vengono avviate quando il sito Web visitato usa un certificato digitale. Nella decisione di Google potrebbe avere avuto un ruolo quella presa da Microsoft e Mozilla che hanno annunciato di considerare la possibilitĂ di anticipare, all’interno dei propri browser Firefox e Edge, la data del primo Gennaio 2017 per la dismissione di SHA-1, iniziando a bloccare l’uso dei certificati che ne fanno uso a partire dal 1° Luglio 2016.
Le autoritĂ di certificazione dovrebbero interrompere l’emissione di certificati SHA-1 nel 2016, come da raccomandazioni internazionali, quindi in teoria il problema dovrebbe andare ad interessare inizialmente pochi certificati, considerato che Google segnalerĂ come non validi quelli che usano SHA-1 e siano stati rilasciati dopo il 1° Gennaio 2016. Il secondo passaggio, piĂ¹ drastico, sarĂ quello invece di generare un errore di rete quando si incontrerĂ un certificato di quel tipo e questo invece potrebbe porre dei problemi per tutti gli utenti con certificati validi se anticipato a Luglio 2016 invece che a Gennaio 2017, perchĂ© potrebbe rendere inutilizzabili i certificati prima che gli utenti abbiano la possibilitĂ di rinnovarli alla loro scadenza, quindi durante il prossimo anno (fatti salvi quelli emessi per piĂ¹ anni).
Se le segnalazioni di violazioni della sicurezza attraverso attacchi all’algoritmo SHA-1 dovessero perĂ² continuare o addirittura aumentare, i produttori dei browser potrebbero vedersi costretti ad anticipare i tempi per non mettere a rischio la sicurezza dei siti Web, a questo punto solo in teoria protetti dai certificati SSL, e ovviamente dei dati degli utenti che li usano.
La versione 48 di Chrome, che sarĂ pubblicata all’inizio del 2016, bloccherĂ anche l’uso dell’algoritmo di cifratura RC4, sviluppato nel 1987 e ormai considerato non piĂ¹ sicuro. IETF aveva bandito l’uso di RC4 all’inizio del 2015.






























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